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lunedì 8 febbraio 2010

Se il sogno dei politici si trasforma nell'incubo degli altri!

Riportiamo la lettera di Mark indirizzata ai politici ed amministratori che sostengono l'idea della strada dei colli, ma è anche un'appello in nome e per conto della storia, della cultura e del buon senso!

Gentili  Signori (chiunque siate)
Dal tempo che studiavo la letteratura dei Greci ed i Romani all’universita di Oxford, la Puglia mi ha affascinato; pensavo dev’essere un posto dove tutto si mescolava per creare qualcosa di straordinario, dov’era nato il poeta Orazio, dove i Romani hanno combattuto con Annibale, dove Federico, stupor mundi, ha scelto di abitare, un uomo che simboleggiava questa mescolanza delle culture diverse, che si sono combinate per creare quella cultura unica del mezzogiorno, e, particolarmente, di Puglia. Quindi, quando ho visto che era possible comprare qualcosa abbastanza facilmente in questa regione, ho saltato all’opportunita! Quando sono arrivato, l’ho trovato anche piu fascinante ed incantevole di quello che avevo immaginato. Sono innamorato della pizzica, della cultura, delle sue mille lingue, della cucina, del vino, e, senz’altro, del paese stupendo.  
Per tre anni io e la mia famiglia siamo stati contenti in una villa vicino Ostuni. Ma la bellezza della Valle d’Itria ci ha sempre attirato. Tre anni fa, abbiamo avuto la grandissima fortuna di comprare una casa ai Monti verso Cisternino, una zona bellissima, tranquillissima, colle sue viste spettacolosi, sua natura, sue piante, sue farfalle che potevo mostrare ai miei bambini, camminando sulla stradina di curve dove passava quasi mai una macchina. Paradiso, in somma, dove abbiamo anche preso residenza. Quindi non potete immaginare come tristi siamo, visto il prospetto di testimoniare la distruzione di questo Eden con una strada che ci pare inutile e serve a niente. Se costruita, noi, come altri ‘turisti’ non vogliamo rimanere. Saremo forzati, con molto tristezza, vendere questo sogno e cercare altro posto dove, si spera, questo tipo di cosa non succederà, e potremo ritrovare la pace a la tranquillita che parecchi vogliono distruggere per motivi oscuri. 
Distinti e Tristi Saluti 

Mark Glanville


Villa Sant’Annina
Termetrio 
 


sabato 2 gennaio 2010

L’utilità pubblica non c’è la devastazione ambientale si

Decido di pubblicare questo testo da me scritto alcuni mesi fa. Forse dopo molti interventi e prese di posizione dei tanti oppositori al progetto e dei pochi ma “al potere” fautori, è un contributo relativo ma da cittadino adottivo di Cisternino e dopo aver costruito una nuova iniziativa della mia vita (come molti da queste parti) e dedicandomi a valorizzare il territorio e il turismo di qualità rispettoso dell’ambiente e della cultura penso sia venuto il momento di sottolineare una posizione nettamente contraria alle attuali decisioni incoscienti e irresponsabili delle amministrazioni locali.
Alberto Vannetti


L’utilità pubblica non c’è
la devastazione ambientale si


Breve promemoria ad uso e consumo di cittadini ed amministratori (si spera) per mantenere, valorizzare e sviluppare le bellezze di Cisternino, della Valle d’Itria e dei nostri colli che vedono il mare.


sabato 26 dicembre 2009

Sui colli senza alleati



Mi chiamo Antony John Bolwby e sono nato a Londra nel 1930. Mio padre, Francis Robert Bolwby, maggiore generale del genio di Sua Maestà, ha combattuto in Italia durante la Seconda guerra mondiale dove ha conosciuto la sua seconda moglie. Da una circostanza dolorosa e cruenta – quale solo la guerra sa essere e, in particolare, quella guerra – è sorto un sentimento positivo, l’amore per l’Italia e per la Sua splendida gente.



E non è passato anno che prima con mio padre e, in seguito, con la mia famiglia, non abbia trascorso le mie vacanze nel vostro meraviglioso Paese. Ho appreso la vostra lingua – ho anche conseguito una laurea presso una vostra università e oggi, ormai pensionato, traduco in inglese i vostri autori per alcune case editrici londinesi – ho studiato le vostre tradizioni, sono stato rapito dal vostro modo di vedere il mondo. Negli ultimi anni, congedatomi dall’esercito, ho trascorso lunghi periodi in campagna, ospite di amici, nei pressi della città di Cisternino, ove da tempo si è stabilita una nutrita comunità di miei connazionali. Ebbene proprio questa estate ho appreso di un progetto, ormai in fase di realizzazione, riguardante una strada, nel tratto tra Ostuni e Cisternino, lunga oltre cinque chilometri con una sezione di circa venti metri che taglierà campi e uliveti e travolgerà quelle straordinarie opere che sono i muretti a secco. Questo, a quanto pare, per consentire il passaggio di grandi mezzi e servire villaggi turistici la cui realizzazione – si dice – sia fortemente desiderata da investitori inglesi, nonché da politici e imprenditori locali. Le “voci”, tuttavia, non mi interessano, se qualcosa di irregolare emergerà – e sinceramente mi auguro che si tratti solo di dicerie – le autorità sapranno intervenire adeguatamente. Ciò che invece mi sta a cuore è la bellezza del vostro paesaggio che rischia di essere sfregiata. Sono inglese ma sono fermamente convinto che la bellezza sia patrimonio di tutti. Ho dialogato con alcune persone colpite direttamente da questo progetto, ho sentito parlare di un comitato sorto e per difendere l’ambiente ma che non si sta muovendo, non sta facendo granché. È dunque l’assenza di un moto di reazione di fronte ad un tale imminente scempio che mi turba: tutti si lamentano ma nessuno fa sentire la sua voce. “Sa generale – mi hanno detto – è facile per lei parlare, lei non vive qui, lei non deve andare sopra al comune a chiedere i permessi”. Anche questo è vero ma posso assicurarvi che nella mia vita ho fatto tante battaglie, talvolta anche per cause sbagliate, talvolta al posto di altri che avrebbero dovuto combatterle: era il mio mestiere e, credetemi, l’ho fatto bene. Sono vecchio e non intendo imbarcarmi in questa impresa, ma ho troppa ammirazione per le gente del Sud per sopportare che nessuno faccia niente. È la vostra cultura, è il vostro ambiente ad essere minacciato, non permettete che la vostra terra sia violentata, reagite nelle sedi opportune. Ma questa volta contate su voi stessi, questa volta dubito che arrivino “gli alleati” ad aiutarvi.
Io ora parto augurandomi che, tornando, possa ancora ammirare la bellezza del vostro paesaggio in caso contrario andrò altrove, lontano dalle autostrade e, probabilmente, nessuno sentirà la mia mancanza ma io, di certo, sentirò la vostra e della vostra terra. Mi auguro che pubblichiate queste mie righe nella speranza che possano essere di stimolo a qualcuno.

Cisternino, 22 settembre 2009

Antony John Bolwby

domenica 15 novembre 2009

lettera al presidente Nichi Vendola



Signor Presidente,
la decisione di indirizzarLe una lettera aperta, per il tramite della stampa, certo non La sorprenderà: come molti ricorderanno, infatti, lo stesso mezzo è stato da Lei utilizzato, appena qualche mese fa, per rivendicare – con la schiettezza che La contraddistingue – la correttezza della Sua azione amministrativa nel settore della sanità.
Una lettera aperta, questa, che Le giunge proprio nei giorni in cui, sui mezzi di comunicazione, risuonano le Sue parole di allarme – ferme e nette – circa le grandi minacce incombenti sull’integrità ambientale della nostra Regione, ossia le centrali nucleari e i rigassificatori; e il Suo accorato richiamo alla necessità di porre al centro dell’attenzione le province di Taranto e Brindisi.
Ebbene, in questi giorni, proprio nella provincia di Brindisi sta prendendo corpo un progetto viario – la cosiddetta “strada dei colli” – che rappresenta una concreta, gravissima insidia tesa ad un paesaggio fra i più preziosi e ammirati della nostra regione: la Valle d’Itria. Si tratta, infatti, di una strada lunga quasi 5 Kilometri, che dovrebbe collegare Cisternino ad Ostuni, a doppio senso di marcia, dal tracciato irto di curve e dislivelli, e che dovrebbe insistere su di un territorio – comprendente, fra le altre, le contrade di Specchia e Acquarossa – fatto di ulivi secolari, antichi muretti a secco e scorci di campagna incontaminata: ricco, cioè, proprio di quel patrimonio inestimabile che fa, della nostra Terra, un ideale di bellezza e armonia, apprezzato in tutto il mondo.
Non è questa la sede per soffermarsi sulle singolarità del procedimento amministrativo in corso - che pure non mancano: la Provincia di Brindisi che decide di non sottoporre il progetto a valutazione di impatto ambientale; la Regione che rende un parere favorevole in deroga a molteplici vincoli, e che vede i suoi tre Assessori competenti per materia tutti assenti al momento dell’adozione della relativa delibera. E’ questa invece, signor Presidente, la sede per rivolgerLe un appello a considerare l’impatto disastroso che un simile progetto – inutile, costoso e pericoloso – produrrebbe sulla Valle d’Itria; e per indicarLe dei veri e propri segnali d’allarme, giacché nella seduta del Consiglio Comunale di Cisternino, tenutasi lo scorso 27 ottobre, gli amministratori locali hanno espressamente collegato il progetto viario in questione a future lottizzazioni edilizie: un sinistro preludio all’ennesimo esempio di quello ‘sviluppo senza progresso’, fatto di cementificazione speculativa, che – come già ampiamente dimostrato – non è in grado di apportare alcun vero beneficio alle genti di Puglia?
L’ambiente, il territorio, il paesaggio, non sono soltanto beni da tutelare in funzione del concreto, materiale benessere dei cittadini - pur essenziale e primario; ma sono anche simboli, come la Sua sensibilità politica, culturale e umana, signor Presidente, ci ha insegnato a comprendere. Simboli: ovvero, letteralmente, valori che tengono assieme, che uniscono in comunità e che, in tal modo, leniscono alienazione e solitudine. Si legge sui siti web della Regione Puglia: “Ogni luogo di Puglia è la tua storia - ogni luogo di Puglia è la tua identità - ogni luogo di Puglia ti appartiene”; parole, belle e intense, in cui riconosciamo il Suo tratto. Il grande poeta argentino che seppe trarre splendore dall’ombra – forse anche a Lei caro – si chiedeva quando, e in quale mondo, avrebbe saputo, di se stesso, “se fu parola o fu qualcuno”; è questa un’occasione, che non Le sfuggirà, per tener fede a quelle parole, e così dimostrare di essere entrambe le cose.
Con fiducia e stima